Dalle industrie ad alta intensità energetica, alle energie rinnovabili e sistemi innovativi di accumulo, passando per la produzione di tecnologie pulite, mobilità a zero emissioni, materie prime critiche, combustibili alternativi avanzati, gestione industriale della CO₂ e nucleare avanzato. Sono questi i settori su cui si concentrano i 77 progetti selezionati dalla Commissione europea che potranno beneficiare di finanziamenti per un ammontare di 3,4 miliardi di euro nell’ambito dell’Innovation Fund, uno dei principali strumenti dell’UE per sostenere la decarbonizzazione dell’industria e rafforzare la competitività tecnologica europea.
L’annuncio dell’avvenuta selezione e degli investimenti messi a disposizione da parte della Commissione UE è avvenuto lunedì e riguarda progetti distribuiti in 23 Paesi dello Spazio economico europeo. Come indicato dall’esecutivo comunitario il finanziamento giunge attraverso i proventi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), che vengono reinvestiti nello sviluppo e nella diffusione di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio.
“Reinvestendo i proventi del Sistema di scambio di quote di emissione dell’UE in tecnologie pulite all’avanguardia, il Fondo per l’innovazione aiuta le imprese a immettere i propri prodotti sul mercato, a ridurre le emissioni e a rafforzare la competitività dell’Europa”, ha affermato in una nota il commissario per il Clima, il Net Zero e la Crescita polita, Wopke Hoekstra. “E’ così che l’UE raggiunge i suoi obiettivi climatici, sostenendo al contempo l’occupazione, gli investimenti e un’economia resiliente a zero emissioni nette”, ha aggiunto.
Per la prima volta, tra i progetti selezionati figura anche un piccolo reattore nucleare modulare (SMR), una tecnologia sulla quale l’Unione europea sta concentrando crescente attenzione per diversificare le fonti energetiche e garantire una produzione stabile di elettricità a basse emissioni. Il progetto, denominato NetZeroHeat e coordinato dalla società francese Calogena, sarà realizzato a Pierrelatte, nel dipartimento della Drôme, nel sud-est della Francia, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi e prevede la realizzazione di un piccolo reattore nucleare modulare destinato esclusivamente alla produzione di calore, anziché di elettricità.
Sempre per la prima volta, il finanziamento comprende un progetto dedicato alla cattura diretta dell’anidride carbonica dall’atmosfera e al suo stoccaggio permanente, attraverso la tecnologia Direct Air Carbon Capture and Storage (DACCS). Il progetto, denominato Furu, sarà realizzato a Øygarden, in Norvegia, dalla società Sirona Technologies Norway AS e prevede la realizzazione di un impianto pilota per catturare direttamente l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e stoccarla permanentemente nel sottosuolo.
Il programma finanzierà inoltre iniziative in numerosi settori industriali, dalla siderurgia alla chimica, dalla produzione di cemento ai trasporti marittimi e aerei, fino alle energie rinnovabili, ai sistemi innovativi di accumulo energetico e alla fabbricazione di tecnologie pulite.
Particolare attenzione è riservata alle materie prime critiche, considerate fondamentali per la sicurezza economica europea. Sei progetti riguardano infatti la lavorazione e il riciclo di materiali strategici, contribuendo agli obiettivi del Net-Zero Industry Act e del piano RESourceEU, con particolare riferimento alle catene di approvvigionamento delle batterie e dei magneti permanenti a base di terre rare.
Secondo le stime della Commissione, i 77 progetti potrebbero consentire di evitare emissioni equivalenti a circa 290 milioni di tonnellate di gas a effetto serra nei primi dieci anni di attività. Una riduzione che Bruxelles paragona, per rendere l’ordine di grandezza, a circa una tonnellata di CO₂ al secondo per un intero decennio.
Si tratta tuttavia di una stima del potenziale di abbattimento delle emissioni, subordinata all’effettiva realizzazione e all’entrata in funzione degli impianti. I risultati dovrebbero contribuire all’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050.
Dai grandi impianti industriali alle tecnologie pulite
Nello specifico i finanziamenti sono ripartiti in cinque categorie, che comprendono progetti di decarbonizzazione di grandi, medie e piccole dimensioni, produzione di tecnologie pulite e impianti pilota.
La quota più consistente riguarda i 12 progetti industriali di grandi dimensioni, che richiedono complessivamente circa 1,58 miliardi di euro. Le iniziative interessano la produzione di combustibili avanzati a basse emissioni, la gestione industriale della CO₂, la chimica, la siderurgia e l’aviazione. Tra questi, figura anche un progetto strategico riconosciuto nell’ambito del regolamento europeo sulle materie prime critiche.
Altri 458 milioni di euro sono destinati a 17 progetti di medie dimensioni, distribuiti tra settori come raffinerie, chimica, cemento, vetro, ceramica, bioenergia, idrogeno e trasporti marittimi. Per i 20 progetti di piccole dimensioni sono invece previsti circa 124 milioni, con particolare attenzione al riciclo delle materie prime critiche, alle energie marine, all’idrogeno e ai combustibili alternativi.
Un capitolo specifico, del valore di quasi 895 milioni di euro, riguarda 12 progetti per la produzione di tecnologie pulite. I finanziamenti sosterranno la fabbricazione di pompe di calore, pannelli solari, elettrolizzatori e batterie per veicoli elettrici. Tra le iniziative selezionate figura anche un impianto dedicato alla produzione di magneti a base di terre rare, componenti fondamentali per numerose applicazioni industriali ed energetiche.
Infine, circa 394 milioni di euro sono destinati a 16 progetti pilota, che comprendono applicazioni nei settori dell’energia eolica e marina, dell’aviazione, dell’idrogeno, del nucleare e della cattura diretta della CO₂ dall’atmosfera.
Domande per 17,5 miliardi, risorse insufficienti per finanziare tutti i progetti
Come sottolineato dalla Commissione UE, la forte partecipazione delle imprese europee evidenzia tuttavia anche il divario tra le richieste di finanziamento e le risorse disponibili.
Il bando, lanciato nel dicembre 2025 con una dotazione iniziale di 2,9 miliardi di euro, ha ricevuto complessivamente 358 candidature, per un valore totale di 17,5 miliardi di euro di contributi richiesti, una cifra superiore di circa sei volte al budget originario.
Tutte e cinque le categorie di finanziamento hanno registrato una domanda superiore alle risorse disponibili, un risultato che, secondo la Commissione, conferma l’interesse dell’industria europea per lo sviluppo delle tecnologie pulite.
Non tutti i progetti che hanno superato la valutazione tecnica potranno però beneficiare dei contributi. Bruxelles ricorda che oltre alle 77 iniziative selezionate, altri 84 progetti hanno superato positivamente la valutazione, senza tuttavia ottenere un finanziamento a causa dei limiti di bilancio.
Questi progetti, insieme ai 77 selezionati, riceveranno il marchio di qualità STEP Seal, un’etichetta di qualità assegnata dalla Commissione europea a progetti eccellenti selezionati nell’ambito di bandi di gara pertinenti al programma STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), la piattaforma europea per le tecnologie strategiche, che punta a facilitarne l’accesso ad altre fonti di finanziamento pubbliche e private.
Complessivamente, 160 proposte non beneficiarie di sovvenzioni rimangono inoltre ammissibili all’assistenza per lo sviluppo dei progetti fornita dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), attraverso servizi di consulenza tecnica e finanziaria destinati a migliorarne la maturità e le possibilità di realizzazione.
I progetti realizzati in Italia
Per quanto riguarda l’Italia sono tre i progetti localizzati nel Paese tra le 77 iniziative selezionate dalla Commissione europea. Il primo riguarda ENI, con la seconda fase del progetto Ravenna CCS, che punta a realizzare uno dei maggiori poli di stoccaggio della CO₂ dell’Europa meridionale, con una capacità fino a 4 milioni di tonnellate annue.
Il secondo, denominato GAFF e coordinato dalla società norvegese Færder Tankers, prevede lo sviluppo di una flotta di navi alimentate anche ad ammoniaca verde.
Il terzo progetto, SPRINTER, è promosso da SolydEra e riguarda il potenziamento della produzione industriale di celle a combustibile ed elettrolizzatori, con l’obiettivo di rafforzare la filiera europea dell’idrogeno. La Commissione non ha precisato l’ammontare dei contributi destinati individualmente ai tre progetti.
Nuovi bandi a dicembre, un miliardo per la produzione di tecnologie pulite
La selezione annunciata dalla Commissione non rappresenta ancora l’assegnazione definitiva dei finanziamenti.
I promotori dei 77 progetti sono stati invitati ad avviare la preparazione degli accordi di sovvenzione con l’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente (CINEA). Durante questa fase saranno definiti gli importi, i calendari di realizzazione, gli obiettivi tecnici e finanziari e gli obblighi giuridici dei beneficiari.
I risultati definitivi della procedura saranno annunciati nel primo trimestre del 2027.
Nel frattempo, Bruxelles sta preparando una nuova tornata di finanziamenti dell’Innovation Fund, prevista per l’inizio di dicembre 2026. Tra le misure annunciate figura un nuovo bando da un miliardo di euro per la produzione di tecnologie pulite, destinato a ridurre i rischi degli investimenti e rafforzare le catene di approvvigionamento europee in linea con gli obiettivi del piano RESourceEU.
L’Innovation Fund, alimentato dai ricavi del sistema ETS, dispone di entrate stimate in circa 40 miliardi di euro per il periodo 2020-2030 e rappresenta uno dei principali strumenti finanziari europei per accompagnare la trasformazione dei settori industriali ad alta intensità energetica.
Con questa nuova selezione, il portafoglio complessivo del Fondo raggiunge circa 320 progetti, per un valore vicino ai 17 miliardi di euro di sovvenzioni impegnate.
Il programma rientra nella più ampia strategia del Clean Industrial Deal, attraverso la quale la Commissione intende conciliare gli obiettivi climatici con la necessità di sostenere la produzione manifatturiera europea, ridurre le dipendenze tecnologiche ed energetiche dall’estero e rafforzare la competitività dell’industria dell’Unione.

